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racconti
d'estate: un
esercizio di fantasia per raccontare gli amori estivi.
4.
la seconda volta (epilogo)
Poi quella mattina passeggiando all’uscita dal lavoro l’aveva rivista, seduta al tavolino di un bar, con le sue splendide gambe ed una camicetta verde.
Sempre al mare, sempre bella. Si era fermato ed era finito come in trance.
Era sempre bella, e non era una sua sensazione...
Gli sembrò non essere era invecchiata, ancora come allora, tanto che lui si chiese se non ne fosse la figlia. Non poteva essere lei.
In un attimo il mondo cominciò a girare vorticosamente intorno a lui,
sempre come nei film, quella sensazione che lo prendeva quando gli
succedeva qualcosa di strano. Mentre lei e lui erano fermi l’uno davanti
all’altra i suoni si facevano sempre più ovattati. Lui uscì fuori da se stesso ed il suo alter ego lo vide li immobile con con una incredibile faccia da ebete, fermo in mezzo al marciapiede.
Cercò inutilmente di avvertire il proprio corpo di assumere un’aria più intelligente.
Improvvisamente lei, come richiamata da un segnale ancentrale, rivolse lentamente gli occhi verso di lui, e mentre lo trafiggeva con uno sguardo così penetrante da
sentire quasi dolore, lui ebbe paura che lei, non avendolo riconosciuto, si sarebbe sentita infastidita.
Invece lei sorrise e lo chiamò per nome.
“C..zzo!! Un’uomo della mia età non dovrebbe confordersi così”, pensò, ma riusci solo a balbettare qualcosa.
Lei, regina come sempre, lo baciò sulle guance proprio li, nell’incavo vicino alle labbra, più una provocazione che un bacio, togliendogli quel poco di fiato che ancora aveva in corpo. Mentre lui viveva questa incredibile apnea, lei l’invitò a sedersi e lui si accasciò
immediatamente, prima di correre il rischio di svenire.
No.. no...era più bella di prima.
Alla sua personalità aveva aggiunto un’esplosiva sensualità, e lui, sedendosi
di fronte, notò che la sua camicetta era leggermente trasparente, e lasciava intravedere un reggiseno di pizzo nel quale si poteva cogliere l’ombra del suo seno. Tra le sue trasparenze poteva intravedere al centro dei due seni
come due grandi occhi neri, subito la immaginò nuda davanti a se, in realtà non completamente
nuda... ...immaginava e vedeva solo il suo radioso seno.
Cercò di distogliere lo sguardo, ma si sorprendeva sempre a ritornare con gli occhi sulla sua camicetta,
lei certamente se ne accorse, ma non ne fu infastidita. Anzi. In quel segno colse l’emergere della sua personalità maliziosa e controversa che la rendeva agli occhi di lui così attraente.
Sapeva che il proprio seno era una delle cose più belle che aveva, e non si vergognava di mostrarlo, anzi cercava di evidenziarlo, sorridendo dei volti degli uomini che ne rimanevano ammaliati. Come le sirene di Ulisse li attraeva a se e li incatenava.
Parlarono a lungo, lei alternava momenti in cui gli apriva il suo cuore ed altri in cui lo allontanava con violenza. Gli parlò di suo marito e lui lo odiò immediatemente.
Lo invidiava e lo odiava.
Ma il tempo non sembrava essere passato. Si lasciarono con la promessa di vedersi il giorno dopo per il pranzo.
Lui si alzo presto e scese in cucina, era distrutto per non aver dormito, ma era determinato. Era la sua seconda chance e questa volta avrebbe combattuto prima di cedere le armi. Sapeva di andare incontro ad un’impresa disperata, ma non avrebbe potuto vivere con il rimorso di non averci tentato una seconda volta.
Aveva capito che lei non avrebbe lasciato il marito, ma voleva sapere se lei amava lui almeno un po', anche solo un po’.
"Mi
accontento di un bacio dolce come il primo bacio" pensava tra se e
se "per sentire di
nuovo quel dolce sapore che hai; mi basta accarezzarti il seno
ancora una volta e sentire il cuore che batte forte, come il mio".
Era sicuro di essere nella sua anima più di quanto lei volesse ammettere, avevano gli stessi sogni, le stesse emozioni non poteva essere diversamente. Voleva solo saperlo, baciarla per scambiarsi un segnale oscuro, eterno, che gli permettesse di vivere la sua vita lontano da lei, ma sereno.
Epilogo
Fu mentre pensava queste cose che irruppe in cucina Lorenzo, era sceso dalla camera da letto che ormai condividevano da anni, ancora assonnato, lo guardò, e pensò che quel ragazzo gli aveva dedicato mille attenzioni, così bello, giovane e forte.
Un uomo che donne e uomini gli invidiavano.
Ritornò prigioniero dei suoi mille turbamenti, ancora una volta un
uomo che non era riuscito a sfuggire al suo destino...
carlo
bruno
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1.prologo
2.l'incontro
3.una nuova vita
4.la seconda volta
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