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racconto
d'estate: un
esercizio di fantasia per raccontare gli amori estivi.
1.
Prologo
Quella sera era strana, lui non riuscì proprio a dormire. Non capiva perché quella donna gli era rimasta così in testa, in fondo, si diceva, c’era stato solo qualche bacio, dolce, dolcissimo, ma solo qualche bacio. Un amore di gioventù.
Il più bello...
Lei in genere rubava la scena a tutti ...e proprio così era entrata nella sua vita un giorno, solare e sorridente. Eppure sotto questa sua apparente serenità e candore si agitava un vortice di pensieri e sensazioni.
Quando ripensava a quel momento, gli sembrava talvolta di rivedere uno di quei flashback che usano i registi, magari in bianco e nero, per dare il senso del tempo passato, e gli veniva in mente una scena tipo le processioni nei piccoli paesini della provincia, con la Madonna portata a braccio ed un paese intero che lancia fiori al suo passaggio.
Nella sua (allora) giovanile necessità di incasellare i propri pensieri in uno schema, aveva diviso le donne in due grandi famiglie... quelle che si facevano notare e tutte le altre.
A ripensarci si sentiva anche un poco in imbarazzo, erano certamente quel
tipo di pensieri che ti vengono quando sei ragazzo, maturando poi ti rendi
conto di quanto siano banali... ed un poco maschilisti.
Alla seconda famiglia non era particolarmente interessato e quindi non si era attardato a suddividerla ulteriormente, mentre la prima ovviamente si.
Non amava le donne che non avevano nulla da dire o che gli altri non gli avrebbero invidiato e, seppur consapevole di quanto
fosse più faticoso per un uomo questo genere di donna, provava per loro una attrazione irresistibile. Le invidiose in genere dicono che agli uomini piacciono le stronze...
Aveva ulteriormente suddiviso quindi questo tipo di donna, o meglio di “primadonna”, in tre tipi, le protagoniste, quelle che farebbero di tutto per farsi notare; ma queste non gli interessavano perché dopo un po’ non sapeva più cosa dire... anche se naturalmente, essendo in genere molto carine, per una sera o due comunque potevano andare!!
Poi c’erano le donne dalla “tempesta ormonale”, e non si riferiva solo al lato sessuale della cosa, ma più in generale, cioè al loro essere abituale, sempre sopra le righe, donne in genere amate e odiate in egual misura. Queste ragazze si fanno notare, ma in realtà inconsapevolmente, sono in sono molto genuine. Queste ragazze passano, in un attimo, dall’esaltazione alla prostrazione, e che ti trascinano in mille situazioni e suggestioni, ma almeno altrettante volte vorresti non averle mai conosciute per sfuggire alle loro depressioni o alle loro incomprensibili quanto improvvise sfuriate.
Queste donne in verità, gli piacevano, ma tutto sommato preferiva averle come amiche, perché anche il suo io talvolta sprofondava inspiegabilmente in una malinconia profonda, e in quei momenti non riusciva proprio a sopportare una donna alla perenne ricerca di qualcosa, che avesse bisogno di lui..
Era lui ad avere bisogno degli altri, voleva una donna capace, a volte, di fare a meno di lui.
Questa sua malinconia non era in realtà un sentimento negativo, che non gli piaceva, anzi gli dava una sensazione anche dolce di introspezione, nella ricerca di se stesso. Proprio per questo non voleva che qualcuno si introducesse nella sua vita in quei momenti.
Poi c’erano le donne come lei, poche in verità, solari e ieratiche, che irradiano un magnetismo che cattura gli altri. Non hanno bisogno di parlare, gli basta entrare in un ambiente e lo “occupano”. La loro serenità le rende anche molto forti e decise nelle scelte. E lui ne aveva fatto purtroppo le spese...
Ma proprio questa serenità e calma nascondeva in lei il desiderio di trasgredire proprio quando gli altri possono scoprirti, quando il brivido del proibito ti fa mollare i freni. Amava vivere con dolcezza la sua situazione di donna serena, stimata ed amata da tutti, ma voleva che la vita le offrisse anche il sapore della trasgressione, e voleva avere solo tutto quello a cui le altre non avrebbero potuto aspirare.
Come l’ape regina sceglieva il meglio e voleva solo quello, ma lo voleva quando gli altri non avrebbero mai potuto pensare fosse possibile.
Era il diavolo e l’acqua santa.
segue...
"l'incontro".
Carlo
Bruno
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2.l'incontro
3.una nuova vita
4.la seconda volta
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